“Vivere senza problemi di coppia: ieri e oggi”

 

Dall’introduzione al libro: "Vivere senza problemi di coppia"

Leone Tolstoj nell’incipit di Anna Karenina (1877) ha scritto: «Tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo». Il grande romanziere russo non era immune da difetti, in casa e fuori: poliginico, prepotente, irascibile, egocentrico (forse c’è dell’autobiografico in quelle prime righe del romanzo), ma è un fatto che i rapporti di coppia ricalchino anche oggi quell’aforisma.

L’immagine felice della coppia-famiglia del «Mulino Bianco» è uno stereotipo; agognato, ma poco vissuto nella realtà. Dicono alcuni psicologi evoluzionisti che è sempre sotteso un conflitto dei sessi. Perché il «Cave Man», l’uomo delle caverne, cacciatore, e la sua donna raccoglitrice, continuano a far capolino, con le loro differenti temperie, nei rapporti di coppia e nelle dinamiche interpersonali. Intanto, dopo anni di studio, uno psicologo, John Gottman, e due scienziati americani hanno formulato un’equazione matematica per spiegare il segreto della coppia perfetta e capire se un rapporto può funzionare oppure no: «Le coppie che hanno maggiore probabilità di durata sono quelle che riescono ad avere senso dell’umorismo anche quando sono in disaccordo». E gli utenti di Twitter possono oggi leggere che «una coppia può perdere la passione. Può perdere anche il desiderio. Ma se perde la capacità di ridere assieme è la fine.» (BarbyeTurica). Personalmente penso che l’ironia e soprattutto l’autoironia siano un ottimo componente della terapia corroborante

la coppia ma ovviamente non sono l’unico ingrediente. Una buona sessualità è certamente il farmaco alchemico d’attacco, ma anche di mantenimento, della strana diade, chiamata coppia. Ne parliamo in questo libro.

Le domande presenti in queste pagine e le nostre riflessioni nascono soprattutto da un’esperienza di vita in risposta a persone che si sono rivolte tramite il web o i mezzi radiotelevisivi (non pazienti, dunque). Il medico, si sa, si forma negli anni del corso di laurea e di specializzazione soprattutto sui casi patologici, mentre la fisiologia e le variazioni del comportamento cosiddetto «normale» non sono il suo campo preminente di studi. Poi, nella vita pratica, ci si deve confrontare soprattutto con questo secondo aspetto. Ecco allora i dubbi, le difficoltà di chi, non malato, ma affamato di conoscenza, chiede al proprio medico. Il risultato è che si riscontra anche oggi nelle tematiche sessuologiche tanta disinformazione, sottovalutazione e non parliamo di quanto si rilevi la carenza di prevenzione! Sono particolarmente grato a tutti coloro (singoli e coppie) che mi hanno insegnato in questi anni, con le loro testimonianze, raccolte nel confessionale laico aperto dalla sessuologia, le variazioni fisiologiche della sessualità e delle relazioni di coppia, espressione anche dei mutamenti che sono avvenuti negli ultimi cinquant’anni nella coppia e nei costumi sessuali.1 Dopo aver catalogato circa cinquemila e-mail e messaggi che ci sono pervenuti sul tema, abbiamo raccolto recentemente in una pubblicazione2 la sintesi di questo lavoro. In questo libro che avete tra le mani sono condensate alcune riflessioni sull’argomento. Grazie per quanto ho appreso in questi anni e da cui derivano le prossime pagine di vita vissuta e di storie ascoltate. Non abbiamo potuto e voluto non far cenno (grazie al contributo della dottoressa Jole Milanesi)anche a una delle più gravi patologie della coppia: la violenza di genere.

E adesso… i porcospini! «C’era una volta… una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.»

Questa è una bellissima metafora della vita sentimentale degli esseri umani, in acrobatico conflitto fra la ricerca dell’amore e il timore dell’eccessivo coinvolgimento, tra la dipendenza (talvolta anche dolorosa) e il bisogno di sentirsi amati. L’equilibrio dunque, anche nella coppia, è un’utopia o una meta? Gli antichi lo predicavano e ricercavano; noi lo invochiamo, spesso invano! In queste pagine lo proponiamo con spunti, idee esperienze… anche da guardare mediante i video collegati (i riferimenti sono alla fine dei capitoli). Buona lettura, buona visione!